Non per tornare sempre sul discorso Toscana ma questo si può dire che è proprio un piatto tipico, mia nonna lo preparava alla cacciatora (o in salmì) soprattutto la domenica, ma anche quando lo faceva fritto era qualcosa di veramente spettacolare.
A Roma c'è chi lo odia e chi lo ama, poi ci sono quelli che lo tengono in casa come animale domestico e spero sinceramente che non si imbattano in questo post.
Negli ultimi tempi anche molti pediatri per lo svezzamento (anche a causa di molte intolleranze e allergie) "prescrivono" ai loro piccoli pazienti la carne di coniglio. Ovviamente ad un bimbo piccolo non gli si può dare un coniglio così com'è, perciò nel tempo ci siamo "specializzati" nel disossamento, e adesso che abbiamo preso la mano, lo prepariamo anche di routine, soprattutto per poi farlo ripieno.
Dopo avere tolto con cura tutte le ossa (anche le più minuscole) e lasciando la forma intera del coniglio, si ricava un bel pezzo di carne magro pronto da arrotolare.

In genere lo riempiamo con un macinato di vitello, uova, parmigiano, prosciutto cotto al quale poi si possono aggiungere a seconda della fantasia o del periodo castagne (Natale), pistacchi, olive, uova (Pasqua). -non tutti insieme ovviamente-



Per quanto riguarda la cottura si procede come un normale arrosto condito con tutti gli odori necessari (sale, salvia rosmarino, cipolla a chi piace) e si cuoce al tegame o al forno per circa un ora. Far riposare prima di affettare.
In genere lo riempiamo con un macinato di vitello, uova, parmigiano, prosciutto cotto al quale poi si possono aggiungere a seconda della fantasia o del periodo castagne (Natale), pistacchi, olive, uova (Pasqua). -non tutti insieme ovviamente-