Fortunatamente ogni tanto il calendario mi è amico e concede ben due giorni utili di vacanza.
Come non approfittare per tornare al mio buen retiro (il mare del Circeo) e dedicarmi a una bella mangiata? Non potevo sottrarmi. :)
Così dopo una giornata dedicata solo al mare e spiaggia, lunedi mattina festeggio la Repubblica andando a pranzo al Granchio.
Il ristorante è situato nel cuore di Terracina in una traversa del corso subito prima di Piazza Garibaldi. La via può risultare anonima e anche l'entrata passa inosservata, ma una volta dentro, la sala interna è molto bella e miè piaciuta subito. Semplice ben illuminata è un alternarsi di bianco e rosso sulle pareti e sedie e poi belissimo il "quadro" lungo l'intera parete (continua anche oltre la foto) raffigurante i pesci.
Dopo aver apprezzato la parte estetica passiamo alla "sostanza" e qui ce n'è parecchia, solo pesce locale e freschissimo "aggiudicato" all'asta dal patron Luca e cotto in maniera ottima dalla moglie Daniela (che oltretutto si occupano anche del servizio). Si inizia con:
il benvenuto dello chef (anzi 3) : un' ostrica fritta con riduzione di aceto balsamico (deliziosa), spada sfumato con Schlenkerla (una birra affumicata tedesca) su passatina di patate e spolverata di caffè, e per finire del riso selvaggio soffiato. Il tutto accompagnato da una buona bollicina francese.
Pane (veramente ottimo, rimpiazzato per ben 3 volte) fatto con lievito madre di 80 anni nelle versioni con erbe robuste, del pan brioche alla camomilla, pizza pane e dei grissini stirati. Il tutto accompagnato da un buonissimo burro d'alpeggio.
Questo è un piatto sbalorditivo per la sua semplicità e sorprendente per il gusto. Si tratta di un fragolino (o pagello) sfilettato e messo nel barattolino con un filo di olio e sale e un rametto di timo, cotto a bagnomaria. Materia prima eccellente e idea geniale.
Anche qui siamo su altissimi livelli: è una passatina di spernocchia -cicala di mare- (ottenuta cuocendola in padella con pomodoro) insieme ad un bocconcino di merluzzo e polpettine di broccoletti. Rigorosa scarpetta alla fine. Forse il piatto migliore.
Tonnarelli tirati a mano al nero di seppia con gamberetti al vapore e bottarga di muggine.
Questo è un extra gentilmente offerto: delle vongole veraci locali cotte alla brace.
un tonneto (palamito) avvolto nel lardo in crosta di melanzane con salsa al basilico e chips di patate.
Il predessert: un bicchierino composto da cioccolato al latte, infuso di caffè, e cioccolato all'anice stellato.

Tortino di robiola e pere (morbidissimo e molto gustoso) con julienne di pere con vino rosso caramellato. Effetto rinfrescante.
Tozzetti alle nocciole e cioccolato fatti in casa.
La piccola pasticceria, accopagnata dalla scelta fra 3 passiti (ottimo uno locale)
Piccole ganache di cioccolato al limone e alla banana per accopagnare il caffè, per il quale c'era dello zucchero grezzo di canna e barbabietola. Per finire cioccolatini Valrhona.
Sicuramente un indirizzo da tenere a mente per gli amanti del pesce "vero". Qui si mangia solo pesce locale e la qualità della materia prima e indiscutibile, il punto di forza è soprattutto nelle cotture semplici ma gustose che riescono a mantenere inalterati i "sapori mediterranei" spesso trascurati o "coperti"nella cucina creativa. Per me, che mi piace molto il pesce, ma non ho mai occasioni cosi, è sicuramente un pranzo memorabile.
Ristorante "Il Granchio"
Via del Rio 10, Terracina (LT)
0773-709696
Dopo un grande pranzo come questo è consigliabile, se non obbligatorio, fare una bella passeggiata sul monte S. Angelo, situato proprio alla spalle di Terracina e dal quale svetta l'imponente Tempio di Giove-Anxur.
Oltre alla storia romana, che si può toccare con mano (qui ci sono altre informazioni per gli interessati) si può godere di un bellissimo panorama che da una parte offre il promontorio del Circeo, mentre dall'altra si vede Gaeta. In una giornata senza umidità e foschia sarebbe anche possibile vedere le Isole Pontine.
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